Viene in mente la Domenica d’agosto di Luciano Emmer, quella straordinaria pellicola del 1950 su soggetto di Segio Amidei e una sceneggiatura cesellata tra l’altro da Franco Brusati, in cui si intrecciano, nel caldo della spiaggia di Ostia, sei diverse storie interpretate e vissute da gente qualunque, attori ancora sconosciuti (Mastroianni è qui al suo primo vero ruolo). Nelle loro vicende ritroviamo gli echi della Storia che arrivano come onde sulla spiaggia. Una guerra mondiale di cui si contano i reduci, una ricostruzione difficile, un boom economico che ancora deve arrivare, le speranze di una vita diversa, gli amori che sbocciano, le identità che si mescolano.

Con simile sguardo complice e tenero, Massimo Vitali osserva oggi l’umanità che si ritrova in spiaggia. La guarda, la vede muoversi e immagina i legami e gli intrecci esistenti. E solo dopo scatta, quando la drammaturgia silenziosamente messa in atto da tutti arriva a compimento.

[His work] reminds me of “Domenica d’agosto” (A Sunday in August) by Luciano Emmer, that incredible 1950 film based on a story by Sergio Amidei and a screenplay by Franco Brusati, where, in the hot days of a beach in Ostia, six different stories – interpreted and lived by normal people, actors still unknown (Mastroianni is playing his first role) – intersect. In their stories we find echoes of history, arriving like waves on the beach. A world war where we count the survivors, a difficult reconstruction, an economic boom that has not yet happened, the hopes for a different life, loves that blossom, identities that mix.

From a similar perspective of tenderness and complicity, Massimo Vitali observes humanity today meeting at the beach. He watches it, looking at its movement and imagining its connections and stories. And it is only after he shoots, when the play quietly performed by everyone reaches its fulfilment.

Leonardo Cassini, "Un buon punto di osservazione" in Massimo Vitali, Spiagge, Reportage 21 - Contrasto, Corriere della sera, 2019, p. 1.